Maz Vilander & Makadam Zena
Biografia

Biografia Maz Vilander & Makadam Zena MAKADAM ZENA è il sogno musicale di Maz Vilander, al secolo Matteo Cavanna, cresciuto a pane, reggae e dialetto genovese. Impegnato anche in alcuni progetti di teatro dialettale e non, nell’estate del 2011 decide di fondare i Makadam Zena, tentando di dare una scossa verso l’uso della lingua genovese in musica. In questi anni hanno suonato a numerosi concerti, manifestazioni e Festival in giro per l’Italia, condividendo il palco con importanti artisti della scena musicale nazionale ed internazionale (The Toasters, Bunna - Africa Unite, Zibba, Skardy-Pitura Freska, Raphael). Grazie anche al supporto artistico e musicale di Federico Regesta (in arte "Reggaesta”) ottengono numerosi riconoscimenti: 2012: vengono selezionati tra le migliori 8 band al contest "Wanted 1 Maggio” e si classificano al terzo posto al Concorso "Musica nel Golfo” di Lerici. 2013: partecipano al "Festival Regionale della canzone in dialetto ligure” ottenendo il terzo posto e sono finalisti al "Live Tour Contest”. Vengono invitati come ospiti in trasmissioni radiofoniche e si esibiscono live in televisione a Primocanale Sound. 2014: vincono il primo premio al "Festival San Giorgio”, dedicato alla canzone in lingua ligure e nel Maggio 2014 vincono il "Capitalent” di Radio Capital; 2015: vengono inseriti nella compilation "Undercover” di Radio Capital; 2016: Finalisti con il rapper SEO a Torino al Contest "Sotto il Cielo di Fred”; Al "Red Contest" di Perignano si aggiudicano il secondo posto e ricevono anche il premio per la critica "Luigi Nista" per i migliori testi socialmente impegnati. Una formazione che porta in musica la lingua genovese abbinandolo ad una ritmica giamaicana reinterpretata in modo originale, raccontando di storie legate alle nuove e alle vecchie generazioni, che vedono in loro una sorta di rinnovamento della tradizione

Brani
SUBLIME (CAVANNA-MANUELE-VINCI-GARBARINO-FURFARO-MANCUSI) L’orologio segna le due e mezza già da un tot E non importa se è bel tempo, oppure piove Perché ad un semplice squillo di telefono Anche il maltempo pùò lasciare spazio al sole Un rito unico a soggetto, per dispetto ai tanti e più Potrà apparire inusuale e un po’ banale Solo chi ha occhi per scrutare l’invisibile Potrà poi scorgerne nel gesto l’essenziale Drin Drin, suona il telefono Pronto, come stai? Drin Drin, suona il telefono Sento che sto già meglio Tra racconti ad intermittenza "io ti sento, io invece no” La minaccia di entrare in galleria Cade la linea, si riprende Il tempo scorre inesorabile La meta è sempre più vicina E in questo alfabeto morse, una melodia risorge In telematica connessione Quello che fù il dono di un’istante adesso è suono e musica Di una voce sublime Sublime, tu come stai? Sublime Sei un vento dell’est che soffia forte il suo profumo E mi raggiunge attraversando mille terre di nessuno Sei la nube di fumo che intossica ogni mia lirica Annulliamo le distanze quando siamo in fase onirica Sento il tuo respiro che danza sulle mie linee Io temevo la marea e sostavo in un mare di spine Drin drin, squilla il telefono e si annulla ogni confine Sento la tua voce, va tutto alla grande Sei sublime Sublime
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