DAEV
Biografia

Nel 2004 fonda la band Reversense. Dopo diversi anni di assestamento i ragazzi registrano un EP autoprodotto che si colloca tra i primi venti del concorso nazionale "MEI 2008" e vincono "Romarock - Romapop 2008”. Dopo un ulteriore cambio di formazione, registrano un EP di 5 brani originali, ma il lavoro non verrà mai pubblicato.Contemporaneamente, Davide si unisce ad alcuni progetti tribute esibendosi in varie date, eventi e tour in Italia, Inghilterra, Turchia, Olanda, Belgio e Svizzera. Nel 2011 viene selezionato da Mogol per esibirsi in alcuni spettacoli itineranti, tra cui "Mogol 50 anni di successi" in piazza del Campidoglio a Roma.Nel frattempo, spronato dai suoi amici e dalla fede buddista, col prezioso aiuto del chitarrista e arrangiatore, suo grande amico, Damiano Bianchi, inizia a lavorare alla pre-produzione dei propri brani e fonda il progetto solista DAEV.Dopo circa un anno di lavoro il produttore Alex Di Nunzio gli propone di realizzare un EP di 6 tracce, che viene registrato, missato e masterizzato nel "NMG Studio” di Palestrina (RM) tra il Giugno 2012 e il Marzo 2013. Il lavoro è stato presentato il 30 Maggio 2013.

Brani
I sink another me to find out
an invisible sorrow inside,
and drink another tear, to dry up
all its physical and chemical signs on my face.
from the mirror in which I'm asleep,
from a garden suspended in time,
hoping to be heard, I try to sing, but my voice makes no sound to your ears.
Take me back, to what I am,
show me there's a reason for this tear to be cried or wipe it away.
There ain't no way you can hide,
trapped behind the mirror like a shade in the glass,
frail, distant, slow, you ask me "who am I?"
I lean my head over the water,
searching for weird fishes for a long time,
then slowly the lake opens like
a white eye and I turn into a child, thoughtless again
from the mirror in which I'm asleep,
from a country where nobody comes,
hoping to be seen, I raise my arms wide open, but no one is out there.
Take me back, to what I am,
show me there's a reason for this tear to be cried or wipe it away.
There ain't no way you can hide,
trapped behind the mirror like a shade in the glass,
frail, distant, slow, you’re asking "who am I?”, "what am I”?, "who am I?”, "what am I?”
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