Il Festival è nato dalle radici dell' antico Festival di Velletri, grazie all'impegno e alla dedizione della Guaranà Eventi. Come avevo già scritto, si tratta di un concorso patrocinato da tutti i Comuni dei Castelli Romani ma che è aperto agli artisti italiani che vogliano portare sul palco la musica d'autore.

Un concorso nazionale, dunque, che ha avuto grande successo nell'anno che sta per concludersi e ha aperto già le selezioni; fin da prima della premiazione del vincitore. 
Nella stampa precedente poi tre nomi venivano sbagliati: a spiegare i criteri valutativi è stato È successo anche a me: la mia prima rettifica. Constatato l'errore, intasco e porto a casa una stampa sbagliata. Errore che mi è decisamente dispiaciuto, dal momento che ha riguardato un evento importante e per la nostra città e per la musica; tanto più in un luogo riconsacrato da poco alla cultura, il Teatro Gian Maria Volonté. Provo perciò a ricominciare da capo. 
Dicevamo... Il Festival dei Castelli Romani ha premiato nella serata di sabato 16 dicembre il suo vincitore, Simone Presciutti in gara con È. Nell' articolo precedente si leggeva che il titolo della canzone fosse Pane & vino. 
In realtà, queste parole (pur presenti nel ritornello) formano il nome del gruppo fondato dal cantautore nel 1996, col quale ha realizzato il primo lavoro discografico.
Claudio Micheli e non Carlo; il correttore automatico del computer che ha ricevuto per posta elettronica l'articolo ha poi deciso, insieme alla fretta, che Ferazzi e Cesareo avrebbero dovuto chiamarsi Ferrazzi e Cesario: sono pure scesi a Velletri per vedersi cambiare nome. Scusate. Sempre la fretta, che si dice renda ciechi i figli della gatta, ha oscurato la parte degli ospiti e della classificazione finale. 
Cerchiamo di rimediare col pezzo tagliato allora. Avevo scritto come leggerete di seguito. Gli ospiti sono stati molti. I Tremendicanti hanno presentato il loro album Controtempo, uscito proprio nei giorni scorsi. Gradevolissima l’armonia delle voci dei due fratelli, Graziano e Lorenzo, che, tra la funambolica vita artistica dell’Equilibrista e la dolcezza dell’osservazione della nonna Alice, hanno deliziato con sei brani il pubblico entusiasta. La MaLaStraDa ha suonato la tastiera della riflessione: le parole del quotidiano hanno accompagnano le immagini mitiche dell’antico cercatore in cammino.
Cristiano Mattei e Stefano Pavan hanno concluso la serata di venerdì con un alto livello proseguito nella serata di sabato. 
Valentina Lupi ha ammaliato, accompagnata dalle vibrazioni degli archi, cantando la malinconia dell’amore e la libertà genuina dell’essere artista: contro «i duchi della cultura che amavano il peggio perché dei migliori avevano paura». Il dOnO ha scaldato tutti: gli spettatori e gli stessi gareggianti hanno tenuto il ritmo e le parole di un fare musica che svegliando i timpani vuole svegliare la mente.
 Gli Eva Mon Amour hanno dimostrato ancora una volta di tenere molto bene il palco. Si sono esibiti poi anche i vincitori del web contest, Piccola Pietroburgo e i vincitori del premio per la miglior esibizione live, i Blindlines, felici di aver vinto «il loro primo premio che non è il primo». Infine The Niro, il super big, famoso a livello internazionale, con un incantevole suono british ha anticipato il momento della premiazione.
Al IV posto si sono classificati i Souldreamers, recuperati dal voto del pubblico per la serata di sabato perché esclusi dalla giuria nella serata di venerdì; al III Synesthesia; al II posto, con aggiunto il premio della critica, Il Matteo; al I Simone Presciutti. Ora tocca a ognuno di loro continuare a coltivare la loro passione e la voglia di promuovere una musica vivace che scalpita per esprimersi.
 La Guaranà ha avuto il merito di ridare vita a un grande evento e di farlo all’interno di un grande teatro. Velletri respira ancora; speriamo che al più presto si trovi a respirare a pieni polmoni aria nuova: magari ad un prezzo più accessibile. Il brano che avete appena letto non era stato pubblicato. Il Tempo ha permesso però con la rettifica di distruggere Fretta.
 Mi scuso ancora con la Guaranà, con gli artisti e con i lettori di essere stata vittima della dea del Bianco Coniglio.
 Veronica Bagaglini

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